Manibus Magazine

A BRINDISI ARRIVA RADICI, LA PRIMA MOSTRA DI RAP – RUBINO ART PROJECT

È Radici il titolo della mostra che che sarà inaugurata il 9 settembre prossimo presso la prestigiosa sede del Palazzo Granafei Nervegna a Brindisi, una mostra che rappresenta il primo passo, tutt’altro che timido, in un nuovo percorso che vede l’affermata azienda agricola Tenute Rubino accostarsi al collezionismo.
Un connubio antico ed affascinante, quello tra arte e vino che, nelle forme più svariate, continua a vedere importanti aziende produttrici quali protagoniste di brillanti capitoli di arte contemporanea in tutto il mondo.
È la volta, adesso, di Luigi Rubino e Romina Leopardi, titolari dell’azienda in questione, uniti tanto nella vita privata quanto in quella professionale ed aventi in comune quella capacità di visione che si è rivelata, negli anni, la chiave per un successo sorprendente. La cantina, tra le brillanti protagoniste della scena vitivinicola nazionale, vede i propri vigneti dislocati tra Brindisi e Lecce, ognuno dei quali dedicato alla coltivazione di specifici vitigni tradizionali. Ma tra un primitivo ed un negroamaro si fa largo, protagonista indiscusso, il susumaniello, riscoperto proprio da Tenute Rubino nel 2000, che cresce in una tenuta vicino al mare, piantato su terreni sabbiosi. Ed è a questo punto che i tralci di vite iniziano ad intrecciarsi metaforicamente con un crescente interesse verso l’arte contemporanea, sfociato nel progetto RAP – Rubino Art Project, appunto.
Nel cuore della vigna di susumaniello, nella zona appena a nord di Brindisi denominata Jaddico, è attualmente in costruzione quella che sarà la nuova cantina di Tenute Rubino, un progetto, le cui parole chiave sono territorialità e sostenibilità, che porta la firma dell’architetto Massimo Castiello per quella che sarà non solo area di produzione ed affinamento, ma anche wine-bar e ristorante, nonché spazio per incontri e degustazioni dei vini della Tenuta, con particolare attenzione ai visitatori provenienti dall’estero che, attualmente, rappresentano il 90% degli ospiti.
Il cuore della cantina sarà la barricaia che, come un ventre materno, ospiterà il vino nel suo momento più delicato e prezioso, quello della maturazione, ed è proprio in questo ventre che è avvenuto il concepimento di RAP, che mi vede accanto a Romina e Luigi in qualità di curatrice di appuntamenti artistici tesi a dar vita, evento dopo evento, ad una collezione che valicherà la dimensione privata e sarà fruibile al pubblico con un allestimento site specific negli spazi di Jaddico.

Mai come in questo caso, in un contesto intriso di storia e tradizione e che fu già ai tempi dei romani luogo in cui si produceva il vino che poi veniva trasportato via mare – ed in quest’area, a testimoniarlo, sono affiorati numerosi resti di anfore ed utensili- il tema delle Radici, in tutte le accezioni del termine, si rivela calzante quale fonte d’ispirazione per la prima mostra.

Gli artisti chiamati a dar vita a quella che resterà per sempre “la primogenita di RAP” sono 10, tutti figli di questa terra e tutti ad essa fortemente legati, nonostante gli impegni professionali li portino a vivere altrove per periodi più o meno lunghi. Si tratta di Dario Agrimi, Mariantonietta Bagliato, David Cesaria, Pierluca Cetera, Giuseppe Ciracì, Francesco Cuna, Emilio D’Elia, Angelo Filomeno, Pierpaolo Miccolis ed Ezia Mitolo. Con il proprio linguaggio espressivo e la propria ricerca, ogni artista sta dedicando il periodo estivo alla realizzazione di un’opera progettata appositamente per gli spazi della barricaia, spazi nei quali quasi tutti si sono recati per un sopralluogo, per respirare quell’aria salmastra, toccare quella terra con le proprie mani e lasciare che i racconti di Romina e Luigi divenissero suggestioni da imprimere sui supporti. Opere che saranno poi accolte nella pancia di questa terra, inni ad una cultura che affonda le sue radici nell’antichità, in stretta convivenza con le botti e con le sottili vibrazioni di quel liquido vermiglio che è tanto prezioso per la famiglia di produttori. Almeno una delle dieci proposte sarà infatti la prima acquisizione della collezione Rubino, una scelta che avverrà in un secondo momento, poiché intanto il focus di tutti gli attori di RAP è su un appuntamento espositivo per accogliere il quale si spalancano le porte di uno degli spazi più importanti della provincia di Brindisi, Palazzo Granafei Nervegna. La programmazione prevede infatti una permanenza di quattro mesi -fino all’8 gennaio 2023- per Radici, quella che si sta profilando sempre di più come una mostra che avrà tanto da raccontare, una mostra importante e che richiama l’attenzione ben oltre i confini territoriali.

di Ilaria Caravaglio
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Manibus 2023 a Lecce

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